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La valnerina ed il prosciutto Umbro
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La valnerina ed il prosciutto Umbro

Nel versante umbro dei Monti Sibillini sono racchiusi, come in uno scrigno, prodotti enogastronomici di eccellente qualità preparati secondo tradizioni centenarie per gli innumerevoli turisti che in qualsiasi stagione dell`anno soggiornano in questo piccolo paradiso.

Da Terni ha inizio la Valnerina, una valle immersa nel verde inserita nel Parco Fluviale del Nera dove il paesaggio è dominato dalla Cascata delle Marmore. Qui, la permanenza dell’antica tradizione rurale ha generato un rapporto particolare che lega il paesaggio ai prodotti tipici del territorio. La natura generosa di frutti spontanei e l’abilità nella trasformazione dei prodotti, hanno permesso di sviluppare una cucina dai sapori antichi ed inimitabili, eccezionalmente attuali.
La ricerca del gusto genuino e autentico si può ottenere solo percorrendo lo stesso ambiente che ha generato questi prodotti; si troveranno il profumo del tartufo nero, la tenerezza e i colori della lenticchia, la fragranza del farro, la pastosità dei salumi, la delicatezza della trota, il sapore dei gamberi rossi del Nera, la morbidezza piccante del pecorino, la finezza dorata del miele e il profumo intenso dello zafferano. Eccellenza di questo territorio sono i prodotti della "Norcineria", notevoli per stagionatura e sapore. Norcia è famosa per la lavorazione del maiale: "NORCINI"  sono detti coloro che si dedicano a questa attività. Essa avviene in inverno e rappresenta tuttora una festa. Il giorno in cui si uccide il maiale si scalda l’acqua in un “callaio”  per “pelare” il maiale. Nella seconda fase lo si apre e lo si divide. 
Il giorno in cui viene ucciso si usa cucinare la “padellaccia” (pezzetti di carne, animelle, pezzetti di fegato, e polmone); il sangue raccolto è usato per i sanguinacci. Il giorno dopo il “norcino” prepara gli insaccati; taglia le bistecche e le puntarelle, cuoce la coppa e procede alla “salata”, ossia pone la carne sotto sale. I salumi sono appesi davanti al camino e sono “sfumati”, asciugati e poi portati in cantina. Essi potranno essere consumati nel periodo di Pasqua.
Tale tradizione, nata in epoca romana, è rimasta immutata nel tempo: papi e imperatori, nobili romani e del Rinascimento hanno sempre avuto “norcini” alle loro corti per allestire banchetti con prodotti sublimi.

Norcia e Valnerina sono le zone più famose per la produzione di prosciutto umbro, grazie alle particolari condizioni climatiche del territorio e alla maestria degli artigiani locali. Gli artigiani di Norcia sono diventati gli ambasciatori in Italia di un particolare tipo di prosciutto, detto “salato” o “di montagna” perché, oltre alla consueta salatura e alla copertura di pepe nella parte non protetta dalla cotenna, viene lasciato maturare lentamente nella sottile e secca aria di montagna. Una delle peculiarità che lo rendono inconfondibile è la forma a pera, ottenuta dalla rifilatura a squadro del coscio, cioè dal taglio a “U” a un palmo dal “pallino”, invece che a pochi centimetri come negli altri prosciutti. 



In provincia di: umbria-terni

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